La storia

La storia

Di Paolo Polidori (*)

L’epopea del rugby a San Donato Milanese può essere suddivisa in due grandi filoni storici: quello dei veri pionieri che negli anni ’60 crearono la prima squadra di rugby presso il Centro Sportivo SNAM di Metanopoli, ottenendo ragguardevoli risultati e disputando per diversi anni un regolare campionato federale, fino alla dolorosa sospensione di qualsiasi attività rugbistica da parte della Società Sportiva SNAM, all’inizio degli anni ‘70. Più recentemente, fu negli anni ’80 che si è vissuta una seconda fase ricca di novità e di intrecci profondi con la vita sociale di San Donato Milanese, in quanto dall’alveo del centro sportivo metanopolese ci si trasferì con una nuova Società al Centro Scolastico Omnicomprensivo, coinvolgendo pertanto un maggior numero di atleti residenti sia nei nuovi quartieri che si erano sviluppati a San Donato negli anni ’70, sia anche giocatori provenienti da altri comuni limitrofi.L’attività del rugby presso il Centro Scolastico Omnicomprensivo veniva in realtà svolta sin dalla fine degli anni ’70, limitata alla pratica di tale sport da parte di un gruppo di atleti che, sotto la guida del Prof. Giancarlo Ferrarini, docente di educazione fisica presso il locale Liceo Scientifico, avevano come unico obiettivo la partecipazione ai Campionati Provinciali Studenteschi, che di norma si svolgevano ogni anno nei mesi di aprile e/o maggio presso il Centro Sportivo Corelli di Milano.

Era in realtà un rugby a ranghi ridotti, con 7 giocatori per squadra, tempi di 20 minuti e poche partite da disputarsi un una o al massimo due giornate. Fu però proprio da questa esperienza dei Campionati Studenteschi che nacque lo "zoccolo duro” che tanto si impegnò per far nascere una vera squadra di rugby a San Donato. Fu infatti nell’anno 1981 che per la prima volta venne costituito il San Donato Rugby, che fu iscritto al campionato nazionale giovanile, nel girone della Lombardia. Ovviamente il primo Presidente fu Giancarlo Ferrarini, che svolgeva anche il ruolo di allenatore. Ai giovani che avevano già disputato i campionati Studenteschi se ne aggiunsero altri, e la squadra debuttò nell’ottobre 1981 con una trasferta a Crema, che fu vinta sul campo per 9 –6, ma purtroppo la giustizia sportiva diede la sconfitta a tavolino ai giovani sandonatesi in quanto un loro giocatore, Stefano Passero, aveva giocato senza documento di identità. Si trattò del classico errore fatto in buona fede e dovuto all’inesperienza, che privò gli annali del rugby di una storica vittoria, sebbene nella mente di tutti coloro che erano in campo quel giorno resta indelebile l’immagine del successo. Ecco la prima formazione scesa in campo per il neonato San Donato Rugby: Passero Stefano, Tagliavia Marco, Soldà Guido, Marini Giulio, Giancola Ugo, Fiammengo Giovanni, Mantovani Massimo, Properzi Curti Franco, Haardt Francesco, Polidori Paolo, Travaglino Diego, Travaglino Antonio, Arcozzi Nicola, Puliti Alessandro, De Grandis Antonio. Le marcature furono tutte realizzate su calcio piazzato, 2 di Haardt e 1 di Antonio Travaglino. Per due campionati consecutivi la squadra sandonatese disputò il campionato giovanile, con risultati soddisfacenti. Nel marzo 1983 si decise di coinvolgere nella squadra di rugby anche altri giocatori non più in età scolastica, ma che avevano partecipato alle precedenti esperienze dei campionati studenteschi.

Con questo organico integrato e rafforzato fu possibile iscriversi al Torneo Lombardia della primavera 1983, iniziando di fatto l’attività a livello seniores. La prima partita si risolse con una severa batosta subita in casa ad opera del blasonato Lainate, che disputava il campionato di serie C-1 ed aveva un’esperienza incompatibile con la giovane squadra locale; resta importante quella giornata perché segnò la prima ed ultima esperienza in prima squadra di Francesco De Grandis, fratello dell’indimenticato "Tony”, che fu sostituito nel difficile ruolo di pilone dal giovanissimo (17 anni) Massimo Sacchi, che da quel giorno giocò titolare fisso per molti anni. I giocatori sandonatesi, sempre allenati da Ferrarini, si presero una splendida soddisfazione andando a vincere 15 – 0 in trasferta la seconda giornata a Varese, contro una squadra che puntava a vincere il Trofeo. Ecco la formazione della prima vittoria del San Donato Rugby senior: Haardt Francesco, Noè Lorenzo, Chizzoni Alberto, Bazzani Federico, Squeri Luca, Fiammengo Giovanni, Mantovani Massimo, Rossi Antonello, Pallotta Sergio, Polidori Paolo, Pedroni Pierpaolo, Malacart Paolo, Manzotti Marco, Puliti Alessandro, Sacchi MassimoMarcatori: meta Bazzani, 1 trasformazione Haardt, 3 calci piazzati Haardt. Il Trofeo Lombardia si chiuse al secondo posto dietro all’imbattibile Lainate, al quale però nella partita di ritorno la squadra sandonatese riuscì, pur perdendo la partita 37-11, a realizzare 2 mete con Lorenzo Noè, che si era da poco approcciato al gioco del rugby e giocava all’inizio di questa sua nuova carriera come ala, per poi venire successivamente spostato in mischia negli anni successivi, come meglio si confaceva al suo fisico.Dall’ottobre 1983 la squadra fu iscritta al campionato nazionale di serie C-2, che fu disputato per diversi anni consecutivi, nel corso dei quali furono disputate alcune partite di grande spessore tecnico, con risultati spesso prestigiosi. Il maggiore margine nel punteggio di una vittoria fu conseguito proprio nel primo campionato 1983-1084 contro il Cantù, sconfitto a San Donato 38 – 0.Questa la formazione scesa in campo: Haardt Francesco, Cesari Vittorio, Chizzoni Alberto, Bazzani Federico, Squeri Alberto, Fiammengo Giovanni, Mantovani Massimo, Vannucchi Marco, Noè Lorenzo, Polidori Paolo, Malacart Paolo, Radaelli Ettore, Romanoni Maurizio, Coran Alfeo, Manzotti Marcoentrarono in campo anche Sgambati e Puliti, e segnarono molti giocatori.Dal 1985 divenne allenatore della squadra Raffaele Occhini, mentre Ferrarini restava sempre il Presidente. Il miglior piazzamento fu raggiunto nella stagione 1986-1987, quando la squadra sandonatese arrivò a disputare i play-off per la promozione alla serie C – 1. Dopo aver perso la partita di andata a Ospitaletto 7 – 3, la gara di ritorno a san Donato vide i locali prevalere 10 – 6; i punti segnati erano gli stessi per entrambe la squadre, ma l’averne realizzati 6 in trasferta favorì la compagine bresciana che fu promossa in C –1. Ai locali rimase molto amaro in bocca, soprattutto perché all’ultimo minuto di gioco, per tentare di incrementare il vantaggio, il locale mediano di apertura Fiammengo tentò un calcio di rimbalzo, il cosiddetto "drop”, che andò a infrangersi sulla traversa, fra la delusione dei compagni di squadra. Se fosse passato sopra, sicuramente la storia del San Donato Rugby sarebbe stata diversa….Infatti nei successivi 2 campionati, 1987-1988 e 1988-1989, la squadra sandonatese continuò a disputare regolarmente il campionato di serie C –2, ma qualcosa si era rotto nel perfetto ingranaggio che per molti anni aveva funzionato alla perfezione, e i risultati non furono più così brillanti.Gli anni ’90 non videro infatti proseguire l’attività del rugby a San Donato, se non come settore giovanile del CUS Milano, con attività che si svolgeva sempre presso il Centro Omnicomprensivo. Restano nella memoria di tutti quelli che hanno giocato nel San Donato Rugby dei ricordi indimenticabili, legati sia alle splendide vittorie che alle sonanti sconfitte. Chiunque ha avuto la sorte di disputare almeno una partita in trasferta a Lecco ricorda ancora oggi a distanza di anni quanto fossero incisive le devastanti percussioni del locale pilone "Hulk”, così come è ancora palpabile il sapore dolce e gustoso delle vittorie in trasferta a Rozzano, in quello che le cronache locali chiamavano "il derby delle tangenziali”, contro una squadra sempre spigolosa e combattiva.

Non si sono raggiunte vittorie importanti nei vari campionati e trofei, però si è ottenuto il grandioso risultato di veder uscire dalla squadra locale due giocatori che sono diventati delle glorie del rugby nazionale e pilastri delle rispettive squadre: il grande (in ogni senso) Franco Properzi Curti, che ha avuto l’onore di disputare 3 campionati mondiali come titolare della nazionale italiano, e l’indimenticabile Pierpaolo Pedroni, grande capitano dell’Amatori Milano e della nazionale italiano, venuto a mancare troppo presto nel giugno 2009. Adesso è giunto il momento che qualcun altro raccolga il testimone lasciato cadere ormai troppi anni fa; il rugby in Italia è cresciuto molto, la nazionale azzurra è stata ammessa al 6 Nazioni, e quando gioca una partita riempie stadi di prima grandezza come il Meazza di Milano. Se anche a San Donato gli eredi di quelli che sono stati i pionieri rugbisti di prima e di seconda generazione sapranno conseguire risultati altrettanto meritori, non sarà più un sogno pensare di andare a vedere giocare i nuovi rugbisti su palcoscenici ben più importanti della serie C –2!

 

Paolo Polidori -  docente universitario, primo Porcospino flanker

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